La pratica di connessione è la procedura con cui un impianto fotovoltaico ottiene l’autorizzazione formale a immettere energia nella rete elettrica pubblica. In Italia questa procedura può seguire due percorsi distinti, l’iter semplificato e l’iter ordinario, e la scelta tra i due non è una questione di preferenza: dipende dalle caratteristiche tecniche dell’impianto e dalla situazione del punto di prelievo esistente. Capire in anticipo quale iter si applica al proprio progetto permette di evitare rallentamenti e richieste respinte.

Tecnico al lavoro su un quadro elettrico per la pratica di connessione fotovoltaico

Cos’è la pratica di connessione e perché esistono due percorsi

Quando un impianto fotovoltaico viene collegato alla rete elettrica, il distributore locale (come e-distribuzione o le aziende di distribuzione territoriali) deve verificare che l’allaccio sia tecnicamente compatibile con la rete esistente e conforme alle norme di sicurezza. Questo accertamento, disciplinato dal Testo Integrato Connessioni Attive di ARERA, può richiedere un livello di approfondimento molto diverso a seconda della complessità dell’impianto: da qui la distinzione tra un percorso più snello, pensato per la maggior parte degli impianti domestici e commerciali di piccola taglia, e un percorso più articolato, riservato ai casi che richiedono una valutazione tecnica specifica da parte del distributore.

L’iter semplificato: a chi è riservato

L’iter semplificato, introdotto e successivamente esteso dalla delibera ARERA 674/2022/R/EFR, si applica agli impianti fotovoltaici con potenza nominale non superiore a 200 kW, installati presso clienti finali che dispongono già di un punto di prelievo attivo in bassa o media tensione, tipicamente sul tetto di un edificio esistente. La potenza nominale, ai fini di questa soglia, corrisponde al minore tra il valore complessivo dei moduli e il valore complessivo degli inverter. Un aspetto importante, spesso frainteso, è che dal 2022 non è più necessario che la potenza in immissione resti contenuta entro quella già disponibile in prelievo: questo vincolo, presente nelle versioni precedenti della normativa, è stato rimosso, ampliando la platea degli impianti che possono accedere a questo percorso.

Il vantaggio principale dell’iter semplificato è la presenza di un unico documento, il Modello Unico, che riunisce in un solo passaggio la richiesta di connessione, l’attivazione e gli adempimenti verso il GSE, riducendo il numero di interlocutori e, di norma, anche i tempi complessivi.

L’iter ordinario: quando è necessario

L’iter ordinario si applica quando l’impianto supera i 200 kW, quando è installato a terra anziché su un edificio esistente, quando richiede un nuovo punto di prelievo o quando la configurazione tecnica non rientra negli schemi standard previsti dal Modello Unico. In questi casi il distributore deve effettuare una valutazione di fattibilità tecnica più approfondita, che può comportare l’emissione di un preventivo economico per eventuali opere sulla rete: solo dopo l’accettazione e il pagamento del preventivo si procede con la realizzazione dell’allaccio.

Tempi a confronto

L’iter semplificato è generalmente più rapido, con l’attivazione della connessione che si completa nell’arco di alcune settimane dalla presentazione della documentazione completa, salvo particolari condizioni della rete locale. L’iter ordinario ha tempi più estesi e variabili: il preventivo del distributore viene solitamente emesso entro 20-45 giorni a seconda del livello di tensione, mentre la realizzazione dei lavori di connessione, una volta accettato il preventivo, può richiedere da 30 a 90 giorni lavorativi in base alla complessità delle opere necessarie sulla rete.

Come si stabilisce il percorso corretto

La scelta tra i due iter non è a discrezione del cliente, ma discende da un’analisi tecnica preliminare: potenza dell’impianto, caratteristiche del punto di prelievo esistente, tipologia di installazione. Presentare una domanda nell’iter sbagliato comporta quasi sempre un rigetto o una richiesta di integrazione da parte del distributore, con conseguente perdita di tempo. Per questo la valutazione preliminare da parte di un tecnico che conosca entrambe le procedure è un passaggio che conviene affrontare prima di avviare qualunque pratica, non dopo.

Cosmo Energia gestisce entrambi i percorsi di connessione, dalla verifica preliminare dei requisiti alla compilazione della documentazione tecnica, fino all’attivazione dell’impianto. Se vuoi approfondire come lavoriamo su pratiche di connessione, verifica impianti e progettazione fotovoltaica, trovi una panoramica completa nella pagina Pratiche di Connessione e Verifica Impianti Fotovoltaici, da cui puoi anche richiedere di essere ricontattato per una valutazione del tuo caso specifico.


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