La pratica di connessione è la procedura con cui un impianto fotovoltaico ottiene l’autorizzazione formale a immettere energia nella rete elettrica pubblica. In Italia questa procedura può seguire due percorsi distinti, l’iter semplificato e l’iter ordinario, e la scelta tra i due non è una questione di preferenza: dipende dalle caratteristiche tecniche dell’impianto e dalla situazione del punto di prelievo esistente. Capire in anticipo quale iter si applica al proprio progetto permette di evitare rallentamenti e richieste respinte.

Tecnico al lavoro su un quadro elettrico per la pratica di connessione fotovoltaico

Cos’è la pratica di connessione e perché esistono due percorsi

Quando un impianto fotovoltaico viene collegato alla rete elettrica, il distributore locale (come e-distribuzione o le aziende di distribuzione territoriali) deve verificare che l’allaccio sia tecnicamente compatibile con la rete esistente e conforme alle norme di sicurezza. Questo accertamento, disciplinato dal Testo Integrato Connessioni Attive di ARERA, può richiedere un livello di approfondimento molto diverso a seconda della complessità dell’impianto: da qui la distinzione tra un percorso più snello, pensato per la maggior parte degli impianti domestici e commerciali di piccola taglia, e un percorso più articolato, riservato ai casi che richiedono una valutazione tecnica specifica da parte del distributore.

L’iter semplificato: a chi è riservato

L’iter semplificato con Modello Unico, introdotto dal DM 19 maggio 2015 per gli impianti fino a 20 kW ed esteso fino a 200 kW dal DL 17/2022 e dal Decreto interministeriale 2 agosto 2022 (recepito da ARERA con la delibera 674/2022/R/efr, operativa dal 1° febbraio 2023), si applica agli impianti fotovoltaici con potenza nominale non superiore a 200 kW realizzati su edifici o su strutture e manufatti fuori terra, presso clienti finali che dispongono già di un punto di prelievo attivo. Servono inoltre altre condizioni: al punto di prelievo non devono essere già connessi altri impianti di produzione, la connessione deve richiedere soltanto lavori semplici sulla rete, l’impianto deve costituire un’unica unità di produzione e l’energia immessa deve essere ritirata dal GSE o ceduta a mercato. La potenza nominale, ai fini di questa soglia, corrisponde al minore tra il valore complessivo dei moduli e il valore complessivo degli inverter. Un aspetto importante, spesso frainteso, è che dal 1° febbraio 2023 non è più necessario che la potenza in immissione resti contenuta entro quella già disponibile in prelievo: questo vincolo, presente nelle versioni precedenti della normativa, è stato rimosso, ampliando la platea degli impianti che possono accedere a questo percorso.

Il vantaggio principale dell’iter semplificato è la presenza di un unico documento, il Modello Unico, che riunisce in un solo passaggio la richiesta di connessione, l’attivazione e gli adempimenti verso il GSE, riducendo il numero di interlocutori e, di norma, anche i tempi complessivi.

L’iter ordinario: quando è necessario

L’iter ordinario si applica quando l’impianto supera i 200 kW, quando è installato a terra, quando richiede un nuovo punto di prelievo, quando al punto di prelievo è già connesso un altro impianto di produzione o comunque quando manca anche una sola delle condizioni previste per il Modello Unico. In questi casi il distributore deve effettuare una valutazione di fattibilità tecnica più approfondita, che può comportare l’emissione di un preventivo economico per eventuali opere sulla rete: solo dopo l’accettazione e il pagamento del preventivo si procede con la realizzazione dell’allaccio.

Tempi a confronto

Nell’iter semplificato il distributore deve rispondere alla prima parte del Modello Unico entro 20 giorni lavorativi e attivare la connessione entro 10 giorni lavorativi dalla ricezione della seconda parte, inviata a fine lavori. Nell’iter ordinario i tempi previsti dal TICA dipendono dalla potenza richiesta: il preventivo va messo a disposizione entro 20 giorni lavorativi fino a 100 kW, 45 giorni lavorativi tra 100 e 1.000 kW e 60 giorni lavorativi oltre 1.000 kW; la realizzazione della connessione richiede 30 giorni lavorativi per i lavori semplici e 90 per i lavori complessi, salvo i tempi di eventuali autorizzazioni.

Come si stabilisce il percorso corretto

La verifica deve partire dalle caratteristiche reali dell’impianto e del punto di connessione: potenza nominale, presenza di un POD attivo, eventuali altri impianti di produzione già connessi, tipologia di installazione e opere richieste sulla rete. Solo dopo questo controllo è possibile stabilire se ricorrono tutte le condizioni per utilizzare il Modello Unico oppure se la richiesta deve seguire l’iter ordinario. Per gli aspetti tecnici della connessione in bassa tensione, delle protezioni e delle soglie di rete, consulta anche la guida alla norma CEI 0-21 per il fotovoltaico.

Cosa serve per avviare una pratica in iter semplificato

Per predisporre correttamente una richiesta di connessione in iter semplificato mediante Modello Unico, è necessario acquisire preventivamente i dati tecnici dell’impianto e la documentazione relativa all’intestatario e al punto di connessione.

Per consentire a Cosmo Energia di effettuare la verifica preliminare e predisporre la pratica, è necessario trasmettere:

  • Bolletta elettrica relativa al POD sul quale verrà connesso l’impianto fotovoltaico;
  • Visura catastale dell’immobile interessato dall’installazione;
  • Documento di identità e codice fiscale dell’intestatario della pratica;
  • IBAN da inserire nella documentazione prevista dalla procedura;
  • Distinta del materiale previsto per l’impianto, con indicazione di marca e modello dei moduli fotovoltaici e relativa quantità, marca e modello dell’inverter, marca e modello dell’eventuale sistema di accumulo e relativa quantità.

Sulla base della documentazione ricevuta, Cosmo Energia può verificare preliminarmente la configurazione dell’impianto, la coerenza dei dati tecnici e la sussistenza dei requisiti per l’applicazione dell’iter semplificato. La verifica preventiva consente inoltre di individuare eventuali dati mancanti o incongruenze prima della presentazione della richiesta di connessione, riducendo il rischio di successive integrazioni documentali.

La scelta tra i due iter non è a discrezione del cliente, ma discende da un’analisi tecnica preliminare: potenza dell’impianto, caratteristiche del punto di prelievo esistente, tipologia di installazione. Presentare una domanda nell’iter sbagliato comporta quasi sempre un rigetto o una richiesta di integrazione da parte del distributore, con conseguente perdita di tempo. Per questo la valutazione preliminare da parte di un tecnico che conosca entrambe le procedure è un passaggio che conviene affrontare prima di avviare qualunque pratica, non dopo.

Fonti: ARERA, delibera 674/2022/R/efr; ARERA, TICA – Allegato A alla delibera ARG/elt 99/08; E-Distribuzione, tempi per l’allaccio.

Cosmo Energia gestisce entrambi i percorsi di connessione, dalla verifica preliminare dei requisiti alla compilazione della documentazione tecnica, fino all’attivazione dell’impianto. Se vuoi approfondire come lavoriamo su pratiche di connessione, verifica impianti e progettazione fotovoltaica, trovi una panoramica completa nella pagina Connessione e Ritiro Dedicato, da cui puoi anche richiedere di essere ricontattato per una valutazione del tuo caso specifico.