Chi si avvicina per la prima volta alla realizzazione di un impianto fotovoltaico si aspetta spesso una cifra unica per la pratica di connessione, ma la realtà è più articolata: il costo si compone di voci distinte, alcune fisse e stabilite dal distributore di rete, altre variabili in base alla complessità tecnica del progetto e all’onorario del professionista che segue la pratica. Distinguere queste voci è l’unico modo per valutare un preventivo in modo corretto.

Il corrispettivo dovuto al distributore
La prima voce di costo, certa e definita, è il corrispettivo che il distributore di rete richiede per l’esame della richiesta di connessione e, quando previsto, per l’emissione del preventivo tecnico-economico. Nella documentazione operativa dei principali distributori, questo importo varia indicativamente da circa 30 euro più IVA fino a 2.500 euro più IVA, in funzione della potenza in immissione richiesta: per un impianto domestico di piccola taglia in iter semplificato si resta generalmente nella fascia più bassa, mentre per impianti di maggiore potenza in iter ordinario l’importo cresce sensibilmente.
Il costo effettivo della connessione
Questa è la voce più variabile e meno prevedibile a priori. Se l’impianto rientra nell’iter semplificato e il punto di prelievo esistente è già adeguato, il costo di connessione vero e proprio può essere contenuto o nullo, perché non sono necessarie opere sulla rete. Se invece l’impianto richiede un intervento sulla rete di distribuzione — un adeguamento della cabina, un tratto di linea, un cambio di livello di tensione — il distributore quantifica questi lavori in un preventivo specifico, che può variare in modo significativo anche tra impianti di taglia simile nella stessa zona, perché dipende dalla configurazione della rete esistente nel punto di allaccio. Come indicazione generale, fino a 100 kW la connessione avviene tipicamente in bassa tensione, mentre tra 100 kW e circa 6.000 kW si entra generalmente in media tensione, con un salto di complessità — e quindi di costo — legato a protezioni, quadri e cabine dedicate.
L’onorario del tecnico incaricato
Alle voci dovute al distributore si aggiunge il compenso per il professionista che segue la pratica: la verifica preliminare dei requisiti, la compilazione della domanda e degli allegati tecnici, i rapporti con il distributore e, se necessario, con Terna e con il GSE. Questo onorario dipende dalla complessità della pratica, dal tempo necessario per portarla a termine e dalla presenza di eventuali criticità da risolvere con il distributore, e per questo motivo viene generalmente quantificato caso per caso dopo una prima valutazione del progetto, piuttosto che con una tariffa fissa uguale per tutti gli impianti.
Come leggere un preventivo in modo corretto
Un preventivo trasparente per la pratica di connessione dovrebbe indicare separatamente il corrispettivo del distributore, l’eventuale costo delle opere di rete e l’onorario professionale, evitando cifre forfettarie che non permettono di capire cosa sia effettivamente incluso. Questa distinzione è particolarmente utile quando si confrontano più preventivi, perché due offerte apparentemente simili sul totale possono nascondere differenze sostanziali su cosa sia davvero compreso — ad esempio se sono previste eventuali integrazioni documentali richieste dal distributore in corso di pratica.
Cosmo Energia predispone preventivi dettagliati per la pratica di connessione, distinguendo chiaramente le voci dovute al distributore da quelle del nostro intervento tecnico. Puoi approfondire i nostri servizi nella pagina Pratiche di Connessione e Verifica Impianti Fotovoltaici e richiedere di essere ricontattato per una valutazione sul tuo progetto specifico.
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