Il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica DM MASE 291/2026 interviene sul problema della cosiddetta “saturazione virtuale” della rete elettrica: un volume di richieste di connessione molto superiore ai progetti che verranno effettivamente realizzati, che finisce per bloccare capacità di rete a danno delle iniziative concrete. Lo strumento principale introdotto dal decreto sono le microzone.

A chi si applica

Il meccanismo riguarda gli impianti da fonti rinnovabili e i sistemi di accumulo da connettere alla rete di trasmissione nazionale gestita da Terna, con l’esclusione degli impianti offshore. Si tratta quindi, in sostanza, di impianti di grande taglia. Gli impianti residenziali e delle piccole e medie utenze, connessi in bassa o media tensione alla rete di distribuzione (ad esempio di E-Distribuzione), non rientrano direttamente nel meccanismo delle microzone e continuano a seguire l’iter di connessione ordinario o semplificato.

Cosa sono le microzone

Le microzone sono porzioni della rete di trasmissione, di dimensione regionale o sub-regionale, individuate in base ai vincoli tecnici di trasporto dell’energia. Per ciascuna microzona Terna dovrà indicare la capacità di nuova potenza che la rete è in grado di accogliere. Il percorso previsto dal decreto è in più fasi: Terna propone al Ministero la metodologia di definizione delle microzone entro 30 giorni, il Ministero la approva e Terna pubblica le microzone entro 15 giorni dall’approvazione. Al momento della stesura di questo articolo le microzone non sono ancora state pubblicate.

Cosa cambia per l’assegnazione della capacità

La capacità di rete non viene più riservata in via definitiva con la sola richiesta di connessione, ma al conseguimento del titolo per realizzare l’impianto previsto dal D.Lgs. 190/2024: il perfezionamento del regime di edilizia libera (art. 7), la procedura abilitativa semplificata o l’autorizzazione unica (artt. 8 e 9). La riserva segue l’ordine cronologico di pubblicazione dei titoli autorizzativi: in questo modo la priorità va ai progetti che hanno effettivamente completato l’iter, non a chi ha presentato per primo la domanda.

E per i distributori?

Il decreto prevede che i gestori delle reti di distribuzione aggiornino le soluzioni di connessione già assegnate, entro 90 giorni dalla definizione delle regole attuative da parte di ARERA. Per chi ha una pratica di connessione in corso con il distributore locale conviene quindi seguire gli aggiornamenti che verranno pubblicati, ma senza allarmismi: per gli impianti di piccola taglia l’iter resta quello consueto.

Il contesto

Secondo i dati riportati dalla stampa di settore, al 31 maggio 2026 sulla piattaforma Econnextion di Terna risultavano richieste di connessione per circa 318 GW di impianti rinnovabili e 294 GW di sistemi di accumulo, valori molto superiori agli obiettivi di sviluppo nazionali: è la misura concreta della saturazione virtuale che il decreto vuole correggere.

Fonti: MASE, comunicato sul decreto contro la saturazione virtuale della rete; approfondimenti di Paradigma e InfoBuild Energia. Le regole attuative di Terna e ARERA sono in corso di definizione: l’articolo sarà aggiornato alla loro pubblicazione.

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Una risposta a “Microzone Terna e DM MASE 291/2026: Cosa Cambia e per Chi”

  1. Avatar wp_19483933

    posso avere maggiori informazioni?