La norma CEI 0-21 è la regola tecnica di riferimento per la connessione degli utenti alle reti di distribuzione in bassa tensione. Per chi installa un impianto fotovoltaico, cioè per un “utente attivo”, definisce come deve essere realizzato il collegamento alla rete, quali protezioni sono obbligatorie e quali funzioni deve svolgere l’inverter per contribuire alla stabilità della rete. Il rispetto della norma è condizione per ottenere e mantenere la connessione.
I dispositivi previsti dalla norma
Lo schema di connessione di un utente attivo prevede tre dispositivi con funzioni distinte: il dispositivo generale (DG), che separa l’intero impianto dell’utente dalla rete; il dispositivo di interfaccia (DDI), che separa i generatori dalla rete quando interviene la protezione di interfaccia, lasciando alimentati i carichi; il dispositivo del generatore (DDG), che separa il singolo generatore. In impianti piccoli più funzioni possono essere svolte dallo stesso apparecchio, nei casi ammessi dalla norma.
Il sistema di protezione di interfaccia (SPI)
Il sistema di protezione di interfaccia sorveglia tensione e frequenza di rete e comanda l’apertura del DDI quando escono dai limiti, così da evitare che l’impianto alimenti la rete in condizioni anomale o durante un’interruzione del distributore. Per impianti fino a 11,08 kW l’SPI può essere integrato nell’inverter; oltre questa potenza deve essere un dispositivo esterno, certificato, che agisce su un DDI dedicato. Le principali soglie di tensione sono:
- 59.S1: massima tensione calcolata come media mobile su 10 minuti, 1,10 Vn, cioè 253 V
- 59.S2: massima tensione istantanea, 1,15 Vn, cioè 264,5 V, con intervento in 0,2 s
- 27.S1: minima tensione, 0,85 Vn, cioè 195,5 V
- 27.S2: minima tensione rapida, 0,15 Vn
A queste si aggiungono le soglie di massima e minima frequenza. La soglia 59.S1 a 253 V è quella che più spesso provoca distacchi negli impianti allacciati a linee con tensione elevata, soprattutto nelle ore di massima produzione.
Monofase e trifase
Per limitare lo squilibrio tra le fasi della rete, la CEI 0-21 fissa in 6 kW la massima potenza che può essere immessa su una singola fase. Oltre questa soglia la generazione deve essere trifase, o comunque distribuita tra le fasi nel rispetto del limite di squilibrio.
Le funzioni richieste agli inverter
Gli inverter conformi alla CEI 0-21 non si limitano a staccarsi in caso di anomalia: devono restare connessi durante brevi buchi di tensione (insensibilità agli abbassamenti di tensione), regolare la potenza reattiva in funzione della tensione, ridurre la potenza attiva in caso di sovrafrequenza e, dove richiesto, limitarla in presenza di tensioni elevate. Queste funzioni sono attive solo se nell’inverter è impostato lo standard di rete italiano corretto: un inverter configurato con uno standard diverso non è conforme.
Documentazione e verifiche
L’inverter e l’eventuale SPI esterno devono essere accompagnati dalla dichiarazione di conformità alla CEI 0-21 del costruttore. A fine lavori l’installatore rilascia la dichiarazione di conformità dell’impianto ai sensi del DM 37/08, e l’utente sottoscrive con il distributore il Regolamento di Esercizio. Quando l’SPI è esterno ne è prevista la verifica funzionale con apposita strumentazione, da ripetere periodicamente secondo quanto stabilito dalla norma e dal distributore.
Quando rivolgersi a un tecnico
Distacchi frequenti per tensione alta, dubbi sulla configurazione dell’SPI o sulla scelta tra connessione monofase e trifase sono temi da valutare con un tecnico: le soglie di protezione non possono essere modificate liberamente e ogni intervento deve restare entro quanto consentito dalla norma. Per stabilire anche quale procedura di connessione si applica, consulta la guida all’iter semplificato e ordinario per il fotovoltaico.
Fonte: norma CEI 0-21, Regola tecnica di riferimento per la connessione di Utenti attivi e passivi alle reti BT delle imprese distributrici di energia elettrica.
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